LE 4 REGOLE DEL COPYWRITER

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Ecco spiegato in due righe il fulcro del lavoro del copywriter, il professionista della parola scritta che redige testi per siti, campagne pubblicitarie, opuscoli; esperto anche di SEO (SearchEngine Optimitation) affinché crei contenuti di qualità che saltino immediatamente all’occhio del lettore e che piacciano soprattutto a Google. Quella del copywriter, contrariamente al pensiero di molte aziende, non è una figura improvvisata, ma possiede determinate competenze.

26Mag '16

LE 4 REGOLE DEL COPYWRITER

Il mondo si può guardare a altezza d’uomo, ma anche dall’alto di una nuvola (con gli aeroplani è più facile). Nella realtà si può entrare dalla porta principale o infilarvisi – è più divertente – da un finestrino. E’ quanto affermava Gianni Rodari nel libro “Grammatica della fantasia”, in cui sapientemente rivela come un errore possa essere lo spunto per un’ulteriore fantastica storia.

Ecco spiegato in due righe il fulcro del lavoro del copywriter, il professionista della parola scritta che redige testi per siti, campagne pubblicitarie, opuscoli; esperto anche di SEO (SearchEngine Optimitation) affinché crei contenuti di qualità che saltino immediatamente all’occhio del lettore e che piacciano soprattutto a Google. Quella del copywriter, contrariamente al pensiero di molte aziende, non è una figura improvvisata, ma possiede determinate competenze. Vediamole insieme:

Padronanza della lingua. Per gestire i contenuti di un blog aziendale, per esempio, è fondamentale conoscere perfettamente grammatica, regole ortografiche e di sintassi della lingua in cui ci accingiamo a scrivere. Saper redigere correttamente un testo è un elemeneto da cui non si può prescindere se si vuole un blog di successo. Navigando in rete e leggendo gli articoli scritti da influencer e guru della comunicazione, si incorre spesse volte in errori come il mancato accento su “dà” terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo dare; si continua a mettere l’apostrofo a “qual’è”, dove la forma corretta è “qual è”, in quanto trattasi di un troncamento e non di un’elisione, e così via. (Nel prossimo articolo mi soffermerò su un elenco dettagliato degli errori più gettonati in rete”).

Creatività. Si parla di storytelling, come la chiave per aumentare il tasso di conversione, e se ne parla ancora di più su come farlo bene. In pochi, però, si soffermano su un dato che credo essere principale. “Storytelling” vuol dire “raccontare storie”. Se non hai inventiva, gusto per la narrazione, fantasia e immaginazione, arrivare all’obiettivo diventa un’impresa ardua. Come fare? Imparare a “infilarsi nella realtà da un finestrino”, abbattendo pregiudizi, tabù e limiti mentali, e dando nulla per scontato. Dinanzi a te hai l’azienda con una storia fatta di emozioni, di sofferenze, di gente che ama-odia-dubita-che ha figli-e non molla. Produce proprio quel qualcosa da generazioni e lo fa rispettando tempi e persone, ma c’è un dettaglio, un segreto, che solo tu con la tua capacità potrai portare a galla.

Chiarezza e sintesi. Non stai scrivendo la saga di Harry Potter o del Sgnore degli Anelli. Tieni sempre in mente il fine per cui stai scrivendo. La lettura sul web è decisamente più faticosa, perciò non dilungarti, e utilizza un linguaggio semplice e scorrevole. L’utente potebbe non conoscere bene l’argomento. Per imparare a scrivere testi sintetici ci vuole allenamento e tempo. Persino il Generale Charles Maurice de Talleyrand-Périgord si scusò con Napoleone Bonaparte per essersi dilungato nel suo dispaccio, ma non aveva avuto il tempo di rediegere un testo breve e conciso.

Formazione. Per diventare un copywriter non basta conoscere la grammatica, essere creativo e saper scrivere un testo breve e chiaro. Bisogna avere un’ampia cultura e non smettere mai di studiare. 

“Content is the King”. In una strategia di marketing la differenza sta nei contenuti. Vuoi ricevere una consulenza da Hello Morning? Contattaci

 

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